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Oggi in tarda mattinata il ricovero del Papa al Gemelli

(afp)

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Domenica all’Angelus l’annuncio della scoperta di un nodulo al polmone. Ieri Leone ha svolto una regolare mattinata di lavoro
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Quando escono alla spicciolata dall’aula Nervi nessuno vuole sottovalutare l’impegno di un intervento chirurgico ma prevale una certa tranquillità. Leone XIV oggi si ricovera al policlinico Gemelli per l’asportazione di un nodulo al polmone mentre in Vaticano sono riuniti vescovi e cardinali di tutto il mondo che lo stesso Pontefice aveva convocato quando ancora non sapeva di doversi operare. «C’è un senso di vicinanza e di premura, ma anche di tranquillità», dice il cardinale José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid, «abbiamo sia apprezzato che il Papa abbia annunciato il ricovero personalmente sia il tono che ha usato: ha dato a tutti noi un senso di serenità». «Ci conforta il fatto che lui abbia dato questa notizia in maniera molto serena e precisa, dicendo bene di che cosa si tratta», dice il vescovo Pierantonio Tremolada di Brescia. «Speriamo bene», dice da parte sua il cardinale Pierbattista Pizzaballa: «La tempra è forte, i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo.…

Quando escono alla spicciolata dall’aula Nervi nessuno vuole sottovalutare l’impegno di un intervento chirurgico ma prevale una certa tranquillità. Leone XIV oggi si ricovera al policlinico Gemelli per l’asportazione di un nodulo al polmone mentre in Vaticano sono riuniti vescovi e cardinali di tutto il mondo che lo stesso Pontefice aveva convocato quando ancora non sapeva di doversi operare. «C’è un senso di vicinanza e di premura, ma anche di tranquillità», dice il cardinale José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid, «abbiamo sia apprezzato che il Papa abbia annunciato il ricovero personalmente sia il tono che ha usato: ha dato a tutti noi un senso di serenità». «Ci conforta il fatto che lui abbia dato questa notizia in maniera molto serena e precisa, dicendo bene di che cosa si tratta», dice il vescovo Pierantonio Tremolada di Brescia. «Speriamo bene», dice da parte sua il cardinale Pierbattista Pizzaballa: «La tempra è forte, i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo. Preghiamo per lui». Il cardinale indiano Felipe Neri guarda avanti: «Preghiamo per il suo recupero veloce e completa». Il cardinale Joseph Tobin di Newark, amico personale di Prevost, spiega placido: «Non vogliamo minimizzare ma siamo fiduciosi».

Sorpresa e congetture

Il Papa nato a Chicago si ricovera oggi al policlinico Gemelli. Domenica, alla fine dell’Angelus, lui stesso ha dato l’annuncio dell’ospedalizzazione «nei prossimi giorni» ai fedeli presenti in piazza San Pietro, per rimuovere un «nodulo» scoperto al polmone, «circoscritto», «individuato in una fase molto iniziale» e «ben localizzato». Il Vaticano ha precisato che la scoperta del nodulo è avvenuta durante «controlli di routine» e non è stata dunque precipitata da qualche specifico problema di salute. Molti anche Oltretevere non ne sapevano nulla, e le ore successive all’annuncio sono state cariche di interrogativi e incertezze, a partire dalla tempistica. Per ventiquattr’ore sono rimbalzate ipotesi varie, fino a che la sala stampa ha reso noto che Leone entra al Gemelli «in tarda mattinata».

Operazione e convalescenza

Probabilmente oggi stesso i medici procederanno all’operazione chirurgica, a meno che non si preferisca attendere un giorno per eventuali esigenze di approfondimento diagnostico. Seguirà, come ha ipotizzato la stessa sala stampa vaticana, una settimana all’incirca di degenza, ed è dunque ipotizzabile, ma manca ancora la conferma ufficiale, che domenica a mezzogiorno Leone reciti la preghiera dell’Angelus dal balconcino del Gemelli già adottato in passato da Giovanni Paolo II e Francesco durante i loro ricoveri nella stessa struttura. La prefettura della Casa pontificia ha comunicato che «a motivo del ricovero ospedaliero del Santo Padre vengono annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre».

Una giornata di lavoro

Ieri il Papa ha avuto una normale, e intensa, mattinata di lavoro, con sette udienze private e un discorso ai soci del Circolo di San Pietro, nel pomeriggio ha continuato a lavorare come se nulla fosse. Al vescovo argentino Eduardo Lozano – lo ha riferito il quotidiano La Nacion – ha confermato l’intenzione di recarsi nel paese latino-americano a novembre. Sempre oggi Leone ha inviato una lettera di ringraziamento al cardinale Giovanni Battista Re che, a 92 anni e qualche acciacco di salute, ha appena lasciato l’incarico di decano del collegio cardinalizio, «uno dei servitori della Santa Sede più conosciuti e stimati».

Dopo l’operazione

Al suo successore, il cardinale filippino Louis Antonio Tagle, ha affidato la celebrazione della messa di mercoledì al vertice che avrebbe dovuto concludere lui, a dieci anni dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. Come ha spiegato il gesuita Giacomo Costa, che dell’incontro è un po’ l’anima, il Papa ha anche chiesto di attendere che l’operazione chirurgica sia conclusa prima di pubblicare le conclusioni, così che, magari ancora convalescente, lui possa comunque, pure se assente fisicamente, leggere quanto si è discusso e aggiungere un suo commento

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