“Una donna che denuncia molestie, anche se non dimostrabili, non può essere condannata per calunnia”
di Romina Marceca
La Cassazione sul caso di una lavoratrice di Catania che aveva accusato un collega: “Il vizio della sentenza di primo grado è l’aver ritenuto che l’infondatezza della denuncia per violenza sessuale determinasse automaticamente la sua responsabilità per calunnia. Così si scoraggiano le vittime”