✕

Migranti, l'Italia non aspetta l'Europa. "Dopo le feste la stretta Ong"

Ascolta l'audio

Il monito di Mattarella: “Dietro i numeri ci sono famiglie, donne e bambini. I loro diritti vanno tutelati”
2 minuti di lettura

Roma - «Se ricordassimo che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice farci guidare dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni». Non numeri, dunque, ma persone da tutelare «con i nostri partner transatlantici e in seno all’Unione europea», ricorda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di auguri al Corpo diplomatico. 

Quota 100.000 per sbarchi e accoglienza

Ma proprio sui numeri, ormai quasi 100.000 sbarchi nel 2022 (come non avveniva da 5 anni) e 105.000 persone nei centri di accoglienza (quasi 30.000 in più rispetto allo scorso anno), si basa la decisione del governo: l’Italia non aspetterà l’Europa per intervenire sulla questione migranti. Il Consiglio europeo straordinario convocato per l’8 e 9 febbraio a Bruxelles è troppo lontano. …

Roma - «Se ricordassimo che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice farci guidare dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni». Non numeri, dunque, ma persone da tutelare «con i nostri partner transatlantici e in seno all’Unione europea», ricorda il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di auguri al Corpo diplomatico. 

Quota 100.000 per sbarchi e accoglienza

Ma proprio sui numeri, ormai quasi 100.000 sbarchi nel 2022 (come non avveniva da 5 anni) e 105.000 persone nei centri di accoglienza (quasi 30.000 in più rispetto allo scorso anno), si basa la decisione del governo: l’Italia non aspetterà l’Europa per intervenire sulla questione migranti. Il Consiglio europeo straordinario convocato per l’8 e 9 febbraio a Bruxelles è troppo lontano. E così, dopo due mesi di solidarietà a parole e dichiarate convergenze di intenti che non si sono ancora tradotte in nulla, l’Italia andrà avanti per la sua strada: quella del muro contro muro con le Ong ritenute polo di attrazione dei flussi migratori, “taxi del mare”, complici dei trafficanti, persino «ispirate, su intervento dei servizi segreti, a creare meccanismi di condizionamento delle politiche migratorie nel nostro Paese», l’ultima accusa lanciata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla festa del decennale di Fratelli d’Italia a Roma.

In arrivo multe e sequestri per le navi umanitarie

A gennaio, Piantedosi porterà in consiglio dei ministri il provvedimento a cui il Viminale lavora da settimane e che sembrava essere stato messo in stand by nei giorni in cui l’Europa ha accolto la richiesta italiana di mettere in cima all’agenda politica la gestione dei flussi migratori. «Che l’Europa ne sia consapevole traspare in molte dichiarazioni ufficiali, che poi si traduca in un’azione coerente, ahimè, è ancora di là da venire», la considerazione di Piantedosi che pure era tornato a Roma dal vertice dei ministri dell’Interno del G7 a Wiesbaden e dal consiglio straordinario di Bruxelles soddisfatto e convinto che la posizione di rigore dell’Italia avesse costretto l’Europa a cambiare marcia e a condividere in fretta responsabilità e solidarietà con i Paesi costieri. 

Muro contro muro al Consiglio europeo di febbraio

Così non è stato e l’Italia dunque si avvia a rendere operativa l’annunciata stretta contro le Ong. Con un provvedimento che non sarà una riedizione del decreto sicurezza ma punterà a depenalizzare le sanzioni nei confronti delle Ong che non dovessero ottemperare a obblighi o divieti imposti alle navi che operano soccorsi nel Mediterraneo. Proprio per evitare i tempi lunghissimi e le battaglie giudiziarie ( che tra l’altro hanno sempre visto soccombere il governo), multe, sequestri e confische delle navi torneranno prerogativa dei prefetti, sanzioni amministrative subito applicabili. Per redistribuzioni, rimpatri, quote di ingressi legali, l’Italia non potrà fare a meno dell’Europa. Con la consapevolezza che al vertice Ue di febbraio in ballo non ci sarà solo la solidarietà ai Paesi di primo approdo, ma il rispetto del regolamento di Dublino ei movimenti secondari che portano nel centronord Europa buona parte dei migranti che sbarcano in Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA